Il Border Collie
a cura di Carla Bassani
Prima di tutto vorrei raccontare la mia prima esperienza con il Border Collie. Quando, nella mia ormai lontana gioventù, passai due anni in Università a Oxford, approfittavo degli amici per passare in giro per la Gran Bretagna la maggior parte delle vacanze.
Così giravo per l’Inghilterra, il Galles e la Scozia…possibilmente pagando il meno possibile. Nelle fattorie e nei campi (allora molto più pieni di pecore di adesso) vedevo quei cani bianchi e neri o tricolori, quelli descritti nei libri di James Herriot: non seppi mai che erano chiamati Border Collie..per me ( e per i fattori e i pastori) erano i cani da fattoria.
Erano affascinanti e non solo per il loro lavoro. Tutti quelli che ho incontrato erano veri cani da lavoro, cani da famiglia, compagni dei ragazzi delle fattorie.. Ancora adesso, quando si parla di Border Collie, l’immagine che forse più mi viene alla mente è quella di una gruppo bianco e nero che corre attraverso I campi verso un ragazzo che scende dall’autobus della scuola o quella di un ombra che segue pigramente un allevatore nel suo cammino verso i campi.
Niente frisbee, niente slalom, niente scatole che sparano palline. E’ questo il cane che ho cercato e cerco per il posto speciale che ha nel mio cuore.
Ci sono ancora dei fattori e dei pastori che lavorano con il working border collie sia in Gran Bretagna che in America e in Australia. Questi cani non hanno titoli, medaglie o strane sigle dietro il loro nome. Molti non sono neppure registrati.
I fattori (quelli che nelle fattorie lavorano veramente) e I pastori fanno lunghe e faticose ricerche per tentare di allevare cani sempre migliori e, bisogna ammetterlo, fanno un lavoro straordinario, senza tecnologia, senza cercare titoli e senza fantasiosi ragionamenti sulla genetica. Questa razza è di gran lunga la migliore razza da pastore del mondo. Sono pastori straordinari.
Ma ho qualche dubbio sulla semplicistica equazione Border Collie = pastore. C’è così tanto di più in loro che viene perso quando si cerca di semplificare…per esempio….sentite cosa si racconta del border… giusto per capire che cosa sia veramente questo cane.
Si dice che un amico di un ragazzo americano, impegnato nel recupero di border collie abbandonati e/o abusati, gli raccontasse del BC di un suo conoscente in Nuova Scozia, forse il più intelligente che avesse mai visto; così decisero di andare a vederlo.
La fattoria era posizionata lontano dalla civiltà e là una gentile coppia di farmer sui 50 li accolse insieme con i loro due figli e il loro border collie, Western. Western era una giovane femmina simile a tutti gli altri “farm dogs”. Ma questa era speciale.
Seduti sotto il portico, il farmer fischiò a Western che stava dormendo nell’ombra del fienile: al sentire il fischio il cane si alzò di scatto e si lanciò nel pascolo di fronte alla fattoria e sparì alla vista, mentre il farmer e la moglie continuarono a chiacchierare.
Mezz’ora dopo, il cane riapparì all’orizzonte con un gregge di circa 70 pecore condotte in gruppo compatto davanti al cane: prima di arrivare all’ovile, il cane superò il gregge da una parte, raggiunse il cancello, lo superò con un salto e con le zampe anteriori tolse il chiavistello e poi lo aprì completamente: nel frattempo le pecore si erano fermate a brucare, così Western ritornò dietro a loro e le spinse nell’ovile in circa 30 secondi…tutte tranne 1 che decise di tornare a gran velocità nel campo da cui proveniva; il cane , con alcune attente manovre riuscì a recuperarla e a mandarla nell’ovile insieme alle altre. Quando furono tutte dentro, Western chiuse il cancello, spinse finchè il chiavistello tornò al suo posto e ritornò a dormire all’ombra ..il tutto senza un comando del fattore e senza assistenza.
Questo ragazzo era esterrefatto: il cane aveva fatto un outrun di circa 4 miglia senza un battito di ciglia: inizialmente pensò che le pecore fossero abituate a ritornare all’ovile, ma il farmer gli disse che il cane lo faceva anche con pecore novelle e anche con pecore di un suo vicino che brucavano sul suo campo. Disse anche che il cane poteva stare lontano da casa 3 o 4 ore a seconda di dove si cacciavano le pecore. Il farmer disse di essere un pastore molto pigro, ma non volle rivelare quanto tempo aveva impiegato per addestrare il cane a fare tutto questo.
Ma lo stupefacente era che questo non era che un esempio dei talenti del cane… la moglie preparava spesso il pranzo per i ragazzi quando andavano a pesca o per il marito quando doveva tagliare il fieno; se si dimenticava di darglielo, era il cane che, con il pasto in una borsa di plastica, lo portava senza toccarlo al destinatario.
Il cane era anche un utile messaggero tra i fattori e i loro vicini, distanti 3 miglia: ricette, note, lettere, corda, quarti di latte, qualsiasi cosa ..il cane andava e tornava dalla casa del vicino giusto semplicemente dicendogliene il nome.
Inoltre era un efficace uccisore di serpenti, un buon guardiano per il pollaio e una divertente boa per i ragazzi. Il cane era il più intelligente ed amichevole che il ragazzo avesse mai incontrato e avrebbe dato volentieri il suo braccio destro per averne un cucciolo magari addestrato dal fattore.
Verità o leggenda… per lui questo è quello che un border collie è veramente: e decisamente lo è anche per me.
Se si pensa che i titoloni o le lettere dopo il nome del cane siano la sola misura dell’abilità di un cane o del suo istinto allora faremmo bene a lasciar perdere un poco i nostri pregiudizi e a cambiare idea…
Un cane viene costruito dalla natura e da come viene allevato; infatti la natura da una parte e l’addestramento dall’altra contribuiscono entrambi a fare del border quello che è.
I Border Collies sono il top dei cani da pastore, non ho dubbi al proposito, ma l’istinto non può da solo garantire un buon cane da lavoro.
I geni possono arrivare solo ad un certo punto, il resto deve essere realizzato con l’addestramento.
Potrei affermare senza tema di smentita che nessuno dei top handler possa lasciare un border collie non addestrato libero e sperare che possa lavorare con le pecore naturalmente nel modo in cui i vari Western lavorano.
Ci vuole tanto duro lavoro e mesi e mesi di addestramento per ottenere un grande cane. I geni non possono provvedere da soli, anche se i geni sono la base per tutto: si tratta sempre di POTENZIALE GENETICO. Un tratto può essere assolutamente ereditato al 100% ma senza l’opportuno ambiente per mostrarsi non si mostrerà. Ciò non vuole dire che non sia là.
Le caratteristiche fisiche sono molto complicate da predire e nella maggior parte dei casi si tratta di geni multipli e reazioni poligeniche ancora più difficile da predire. E questo assumendo che l’ambiente sia esattamente lo stesso. Due genitori alti non hanno garanzie che i figli saranno alti; è probabile, ma non garantito.
I tratti comportamentali sono tutto un altro film; non solo sono la combinazione di geni, ma sono probabilmente dominati da effetti ambientali.
Il lavoro sul bestiame è un tratto comportamentale; è un comportamento istintivo, ma sempre un comportamento. Se un qualunque allevatore garantisse che da due ottimi cani da lavoro nascono cuccioli che avranno un istinto di lavoro molto sviluppato, o sta mentendo o sta sbagliando: queste cose non sono una scienza esatta.
Cosa voglio dire dire con tutto ciò?
Ci sono border collies che lavorano tutto ciò che si muove, oche, cavalli, persone, biciclette, palline da tennis e persino le stelle di notte..e che possono fare bene se messi sulle pecore.
Non tutti i border collie hanno la possibilità di competere nelle gare ne hanno vinto dei campionati: ciò non vuol dire che non debbano essere riprodotti.
Vero o falso che sia la Western di cui ho parlato prima (e come lei migliaia di altri working sheepdog) non era registrata (perché il fattore era interessato a tutto tranne che alla registrazione, ) ma era sicuramente il miglior cane da lavoro su cui il ragazzo amico avesse messo gli occhi; il suo proprietario non avrebbe dato un penny per sapere se poteva o non vincere le gare, o per avere quei titoli altisonanti dietro il suo nome.
Sicuramente quel cane avrebbe battuto nel lavoro vero tutti o quasi i campioni che vincono tante gare..ma avrebbe probabilmente fallito in ogni trial..non aveva comandi di flanking, non sapeva fare il pen, non aveva mai neanche visto un bastone…tutto quello che sapeva era come riportare a casa le pecore e metterle nell’ovile.. e fare mille altre cose.
Per nostra fortuna molti farmers allevano ancora border collies come negli ultimi 200 anni, senza curarsi del colore dei titoli o della registrazione. Il Border Colle è nato senza registri, senza campionati, senza richieste di conformazione.
Ma la vita è cambiata e sta ancora cambiando, per noi e per il Border Collie. I giorni in cui il pastore solitario vagava insieme al suo fedele border nelle colline nebbiose della Scozia sono finiti. Questi pastori si sono evoluti o sono stati sostituiti.
I quad bike e l’allevamento intensivo hanno forzato i pastori ad adattarsi ad un nuovo stile di vita o a morire. Suggerirei che lo stesso possa valere anche per il Border Collie.
Il Border Collie è un cane da pastore, ma non è più solo un cane da pastore: il numero di persone che hanno bisogno di un buon cane da pastore è piccolo in tutto il mondo e descresce sempre più. Anche chi compete nelle gare di sheepdog non sempre possiede una fattoria in cui fare lavorare il border. Le gare sono un hobby, uno sport, chiamiamolo come vogliamo. Ma le gare non sono adatte a tutti i border collies (o anche a tutti i working border collies) e alcuni cani da gara non lavorano nemmeno.
E’ probabilmente ora che si affronti questa situazione e si permetta al border collie di evolvere verso altri compiti, sempre tenendo a mente le loro radici e loro abilità. Io amo questa razza. Perché sono i migliori cani da lavoro nel mondo ma non solo per questo; amo la loro intelligenza, il loro sense of humour, il loro particolarissimo modo di muoversi e soprattutto la loro natura gentile.
So che gli allevatori che allevano secondo le regole di conformazione FCI hanno rovinato molte razze.
Ma dobbiamo ricordare che non tutte le razze sono state rovinate: ci sono ancora dei Labrador da lavoro, dei pastori Tedeschi che lavorano ecc.
Quelle linee delle razze che vengono allevate solo per la conformazione (cioè le caratteristiche fisiche) possono soffrire di malformazioni genetiche …sì, parte dell’abilità nel lavoro ha a che fare con il movimento e la forma, ma cosa c’entrano il colore degli occhi, la forma delle orecchie o la lunghezza del pelo?
Ci sono allevatori al di fuori del circuito dello show che allevano ancora per le capacità nel lavoro e la loro popolazione rimane sana. Allevare per un insieme di caratteristiche fisiche genera il problema. Selezionando per queste si riduce il pool genetico rischiando così l’insorgere di problemi recessivi.
Allevare per caratteristiche comportamentali, interamente poligeniche, risulta in un pool genetico allargato: questo è il motivo per cui il Border Collie è sopravissuto ed ha prosperato durante tutti questi anni. I Border sono stati allevati per il comportamento non per il colore degli occhi o la lunghezza delle orecchie.
Penso che coloro che allevano solo per la conformazione siano stati poco preveggenti e di mentalità ristretta. Penso anche che quelli che richiedono solo campioni nelle gare siano elitisti e abbiano esigenze troppo alte .
Non conosco la risposta al problema: allevare per lo show/allevare per il comportamento….. Non sono certamente una fan del FCI.
Ma ho la sensazione che la risposta giaccia in qualche modo nel mezzo, che richieda un serio test per il lavoro, ma che consenta lo sviluppo della nuova forma di border collie- il border per rescue&search, quello che fa agility, quello che fa frisbee, quello che fa flyball ecct ecct…
C’è una ragione perché questi cani continuano ad eccellere in tutte queste attività…se i Kennel Club e l’allevamento per la conformazione decidessero di adattarsi ai desideri della comunità del working Border Collie, allora sarebbe una grande cosa.
Se no, come amanti della razza o allevatori possiamo solo continuare il nostro cammino e cercare di educare i nuovi allevatori, proprietari ecc circa le eccezionali qualità di questa razza e i pericoli dell’allevare solo per la conformazione.
Spero di non avere offeso nessuno con la mia opinione. Vorrei incoraggiare tutti a stare nel sentiero così ben tracciato nel passato. E quando guardo i miei quattro Border Collies, bianchi e neri e tricolori, sorrido e spero che tutti noi possiamo sempre ricordare per chi stiamo discutendo e lottando: quei piccoli, saggi, veloci, cani da fattoria bianchi e neri.

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